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Categoria: I Padri Rosminiani
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Giovanni Paolo II

(rivolto ai Padri Capitolari dell'Istituto)
"L'ammirazione crescente e l'interesse verso la figura di Antonio Rosmini e il suo pensiero suscitano in voi l'esigenza di mettere in risalto le sue virtù, la sua statura morale e spirituale nelle singolari prove che lo afflissero in vita. Sono proprio tali prove che han testimoniato e maturato la santità della sua vita; proprio così egli ha insegnato come si ama la Chiesa, come si può e si deve soffrire per il suo vero bene."

S. Giovanni Calabria

(scrivendo a P.G. Pusineri nell'ottobre del 1953)
"I grandi servi del Signore devono rifulgere nella loro vera luce per essere fari luminosi che segnano la via... Tra questi Servi la nostra Opera non dubita di annoverare il Rosmini.
Egli va collocato nella sua vera luce di Santo, di uomo illuminato, tutto dedito alla causa del Signore e delle anime... di modello da imitare, di valido protettore da invocare."
"Il Servo di Dio, Rosmini, è una delle gemme più fulgide che hanno onorato la Chiesa nel secolo scorso. In mezzo a tanto sviamento della scienza e della filosofia, si erge la sua figura di profondo pensatore, che pratica a perfezione il Messaggio di Cristo, e vive intensamente le verità che studia e insegna.
Chissà che il Signore non riservi a questa nostra epoca la sua glorificazione. Io lo auspico, perché sono convinto che lo merita, e sarà una provvidenza per il nostro tempo."

(scrivendo un'altra lettera il 16 luglio 1954)
"Mi auguro e prego prima di tutto perché il Signore si degni di glorificare il Suo Servo Rosmini anche qui in terra, con la suprema glorificazione; penso che il suo spirito, gli esempi preclari delle più nobili virtù cristiane e religiose, principalmente la sua fedelissima dedizione alla causa del bene e della Santa Chiesa, influirebbero salutarmente sugli animi di quanti militano sotto il vessillo di Cristo, in un'ora tanto oscura e gravida di immensi pericoli come la nostra."

S. Luigi Orione

(scrivendo una "buona notte" del 1939)
"L'Italia ha uno scrittore dalmata, un ingegnaccio, il Tommaseo. Chi ha modificato il carattere del Tommaseo? Rosmini, Rosmini! Rosmini, il più grande filosofo del secolo, sacerdote di vita illibatissima, intemerata, santa;...
Ai piedi del letto di Rosmini morente stavano Manzoni e Tommaseo e bagnavano di lacrime i piedi di quel grande sacerdote e filosofo."

(in un'altra "buona notte")
Parlando di don Bosco e della Madonna, si ricorda che il fondatore dei salesiani aveva acquistato il terreno di Valdocco "con i denari che gli imprestò don Antonio Rosmini, che i più giovani di voi mi auguro possano vedere innalzato sugli altari, perché è una delle figure sacerdotali più pure, più illibate e più sante che Iddio non solo ha donato all'Italia, ma anche alla Chiesa."