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Categoria: Cosa abbiamo scoperto
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"Terminata la ricognizione delle spoglie reali sotto la Chiesa Metropolitana, il canonico preposto e gli altri quattro intuonarono il salmo «De profundis» colle altre preci, secondo il rituale per la levata de' cadaveri. Dieci quindi l'ordine che si cominciasse a caricare le casse, sui carri che si trovavano preparati nel vicolo del campanile di detta chiesa, portate, giusta l'ordine praticato nelle altre due traslazioni (alla Cappella del Sudario e alla Basilica di Superga) dalle Reali Guardie del Palazzo.
Caricate ed adagiate le dette casse sovra i carri, le guardie suddette accesero le faci al vento; salivano in carrozza i due cappellani e i due chierici di Camera di S. M. destinati all'accompagnamento delle auguste spoglie, che precedere dovevano il convoglio. Venivano dappoi i tre carri colle casse e, intorno ai medesimi ed all'infuori delle guardie del Palazzo, spalleggiavano i Reali Carabinieri, fungenti le veci delle guardie del corpo, in numero di dodici, col loro brigadiere".

"Appresso il convoglio, vi era un altro legno, che servir doveva al foriere delle reali guardie del Palazzo ed a quelle fra di esse che si fossero trovate stanche lungo il viaggio. Il convoglio partiva dal vicolo suddetto del campanile, attraversava il vicolo, quello che tende alle Regie Scuderie, dove per ordine del Governatore de' Reali Palazzi, era stato aperto il cancello di ferro delle dette scuderie, accanto al così detto "Bastion Verde" e, preso il passo nei viali che mettono fuori la Porta Susa (C.so Regina Margherita, Principe Eugenio), si dirigeva verso la strada che conduce a Giaveno" .

"Giunto il convoglio in quel paese, si discesero le casse dai carri e si collocarono sopra i brancardi (barelle per il trasporto cadaveri), che già erano stati ordinati dall'Azienda Generale della Real Casa, coll'aiuto di circa cento uomini che, in seguito a richiesta dell'Azienda prelodata, erano stati dal Sindaco deputati pel trasporto de' brancardi, ed in tal modo seguitò il convoglio sino all'Abazia di S. Michele, dove giungeva alle undici della mattinata del giorno seguente 25 ottobre corrente" (Cerimoniale Gazzelli - vol. VII).

Si presume che la partenza avvenisse (da Torino) tra le undici e mezzanotte. Il tragitto pare avvenisse attraverso la Strada Reale (attuale Corso Francia), attraverso Rivoli, Valle di Susa - Giaveno. Di qui la seconda e più faticosa parte del viaggio. D'altra parte era la più lunga, ma quella ritenuta più comoda. Si pensa che la popolazione sarà stata molto colpita da quella solenne, anche se mesta processione e fiaccolata notturna, che ha certamente contribuito a tramandarci la denominazione di quell'ultima parte del tragitto come "Strada dei Principi" dalla Mortera al Piazzale "Croce Nera".

N.B. - Dal quotidiano "L'Italia" del 21 ottobre 1936 - cronaca di Torino:

"Anche Re Carlo Alberto avrebbe voluto essere sepolto alla Sacra di San Michele, ma venne invece ordinato diversamente a Corte e fu perciò portato a Superga. Eppure il trasporto dei suoi antenati alla Sagra di San Michele l'aveva appunto voluto perché gli fossero compagni nella cripta a riposare".

Padre Romano

Articolo precedentemente pubblicato su Sacra Informa Dicembre 2005 (Anno 13 (11) n. 2)